Frana a Niscemi, ecco perché la solidarietà non fa rumore
Travel Sicily racconta una Niscemi solidale e accogliente: il palazzetto resta vuoto, mentre le case dei cittadini si aprono per ospitare oltre mille sfollati
C’è una frase che in queste ore sta facendo il giro dei social e che racconta più di mille comunicati ufficiali. A rilanciarla è stata la pagina Travel Sicily, con parole semplici ma potenti: “Il palazzetto è vuoto, ma il cuore di Niscemi è pieno.”
Un messaggio che non descrive solo una situazione contingente, ma fotografa un modo di essere, una cultura dell’accoglienza che appartiene profondamente a questa terra.
Un Sud che non fa rumore
Nel racconto condiviso sui social non c’è enfasi, non c’è retorica. C’è piuttosto quella normalità solidale che spesso passa sotto traccia. Il Sud, si dice sempre, ha mille difetti. Ma quando arriva il momento difficile, emerge un pregio che mette tutti d’accordo: la capacità di aprire la porta di casa senza aspettare indicazioni. È una solidarietà istintiva, quotidiana, che non cerca applausi.
I fatti, così come stanno
Come si legge nel post di Travel Sicily, a Niscemi la Protezione Civile ha fatto il suo dovere: il palazzetto era pronto, con brande montate e coperte pulite per accogliere chi aveva dovuto lasciare la propria abitazione. Eppure, in quel palazzetto non ha dormito nessuno. Nemmeno una persona.
In questo angolo di Sicilia interna, "circa 1.500 sfollati hanno trovato rifugio altrove: qualcuno nelle case di campagna, altri nei pochi B&B disponibili, ma oltre mille persone sono state accolte da parenti, amici o semplici conoscenti. Oggi mangiano e dormono nelle case dei propri concittadini. Perché qui, nelle difficoltà, il pane e il letto si dividono sempre. Una solidarietà grande quanto una casa. ❤️🙏"
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