Schifani stanzia 400-900 euro per nucleo agli sfollati della frana di Niscemi: delega al sindaco e case IACP pronte

Dopo la frana che ha costretto 1.540 persone a lasciare le proprie case, la Regione guidata da Renato Schifani autorizza aiuti immediati, alloggi IACP disponibili e procedure semplificate per rimborsi e affitti temporanei.

A cura di Redazione Redazione
11 febbraio 2026 18:20
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La frana di Niscemi ha spinto la Regione Siciliana a varare misure di emergenza: nella riunione operativa dell'11 febbraio il presidente Renato Schifani ha deciso un contributo diretto da 400 a 900 euro per ogni nucleo familiare destinatario di ordinanza di sgombero. La misura è pensata come primo intervento per alleviare l'impatto sulle famiglie costrette a lasciare l'abitazione.

Misure operative e delega al sindaco

Per velocizzare gli interventi, la Regione ha delegato il sindaco di Niscemi a disporre immediatamente delle somme e a assegnare alloggi in affitto senza la necessità di un contratto formale: basterà l'ordinanza di sgombero sull'immobile per attivare il contributo. Schifani ha spiegato che il rimborso per i danni sarà riconosciuto «previa documentazione idonea», con procedure ispirate all'esperienza dell'Emilia-Romagna per snellire le pratiche.

La Regione ha inoltre individuato alloggi Iacp immediatamente disponibili — tre nella stessa Niscemi e altri nei comuni limitrofi — che il sindaco potrà assegnare alle famiglie che decideranno di occuparli. Secondo quanto riferito, gli immobili sono già agibili e la loro assegnazione rientra nelle azioni operative messe in campo per garantire sistemazioni rapide.

Schifani ha sottolineato la volontà di decentrare le decisioni e responsabilizzare il primo cittadino, lavorando in «squadra» con la Protezione civile nazionale, l'Esercito, la Guardia di Finanza e i carabinieri anche sul fronte della viabilità, particolarmente criticità per il territorio colpito.

Catena degli eventi: numeri, ricollocazioni e criticità strutturali

Secondo il sindaco Massimiliano Conti, a oggi sono 1.540 gli sfollati registrati per la frana. Di questi, 464 hanno presentato istanza per il cosiddetto Contributo assistenza spontanea; la giunta comunale conta di erogare i primi pagamenti entro due-tre giorni. Il Comune fornisce assistenza diretta a 140 persone che non hanno trovato collocazione presso parenti o amici; gli altri risultano ospitati temporaneamente in soluzioni private.

Le conseguenze sull'economia locale e sui servizi sono immediate: sono state delocalizzate 34 attività produttive e spostate 34 classi, poiché tre istituti ricadono nella zona rossa. Il ripristino del gas è stato un intervento che ha consentito la riapertura di alcune scuole, ma permangono criticità per l'assetto urbanistico e per la sicurezza degli edifici lungo il fronte della frana.

Gli esperti hanno segnalato che i primi 50 metri del fronte non potranno più essere abitati: le aree nella fascia 0-50 metri saranno soggette a demolizione o collasseranno autonomamente. È stato descritto un angolo di cedimento di 25° che provocherà un effetto di scivolamento e un consolidamento del ciglio della frana, determinando l'impossibilità di recuperare le abitazioni in quella striscia territoriale.

Risorse, trasparenza e tempistiche

Schifani ha precisato che le risorse stanziate «sono state individuate tra fondi accantonati e residui di misure non utilizzate» e non derivano da sottrazione a investimenti in corso, sostenendo l'idea di un segnale forte da parte della Regione verso i cittadini colpiti. La misura è descritta come una risposta immediata e non come la copertura definitiva dei danni subiti.

Il sindaco potrà operare «da domani» a nome della Regione: le procedure per l'assegnazione degli alloggi e l'erogazione del contributo per nucleo familiare dovrebbero essere avviate con tempi rapidi. Per i risarcimenti dei danni permane l'obbligo di produrre documentazione idonea, mentre la delega amministrativa punta a semplificare le fasi operative e a ridurre i tempi di intervento.

Lo scenario sul campo resta quello di una emergenza in evoluzione: misure finanziarie immediate e disponibilità di alloggi temporanei provano a contenere l'impatto sociale, ma la necessità di demolizioni nella fascia più prossima al fronte e il trasferimento di scuole e imprese delineano una fase di ricostruzione e ricollocazione che richiederà ulteriori decisioni tecniche, fondi e coordinamento tra istituzioni.

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