Festa della Misericordia: la Chiesa siciliana chiede giustizia e speranza per i detenuti
Unisciti alla celebrazione della misericordia! Scopri la Festa regionale della Misericordia a Caltanissetta: un momento di speranza e rinascita per i detenuti e le loro famiglie. 🙏✨
Festa della Misericordia a Caltanissetta: Un Richiamo alla Speranza e all’Accoglienza
Venerdì 10 aprile, l’Auditorium della diocesi di Caltanissetta ha ospitato la sesta edizione della Festa Regionale della Misericordia. L’evento ha registrato la partecipazione di cappellani delle carceri siciliane, operatori, volontari e alcuni detenuti con i loro familiari. Organizzato dal Servizio regionale di Pastorale Carceraria della Conferenza Episcopale Siciliana, l’incontro ha avuto come protagonista don Paolo Giurato, affiancato dal vescovo delegato mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina.
La giornata è iniziata con un momento di preghiera guidato da don Andrea Zappulla, cappellano della Casa Circondariale di Augusta. La relazione principale è stata tenuta da don Raffaele Grimaldi, Ispettore Generale dei Cappellani delle Carceri Italiane, il quale ha messo in evidenza l’importanza della “cultura dell’accoglienza e del non giudizio.”
Durante il suo intervento, don Raffaele ha lamentato l’insensibilità dello Stato, esprimendo la delusione per la mancanza di misure di clemenza durante l’Anno Giubilare. Ha dichiarato che, “la Chiesa ha continuamente chiesto, quasi mendicando, un segno di misericordia” per offrire ai detenuti una chance di reinizio.
Parlando della condizione dei detenuti, ha sottolineato come molti vivano in uno stato di isolamento e deprivazione affettiva. “Ognuno ha diritto alla speranza,” ha affermato don Raffaele, ponendo l’accento sull’importanza di intervenire nel loro percorso di recupero. La sua tesi centrale è stata chiara: “Nessun essere umano coincide con ciò che ha fatto,” incoraggiando tutti a supportare i detenuti nel loro processo di cambiamento.
L’attenzione si è poi spostata verso la comunità ecclesiale, descritta come un’“opera di misericordia” che si erge a fianco dei più vulnerabili. “Crediamo nel cambiamento,” ha concluso don Raffaele, “E’ essenziale che la società accolga e non giudichi.”
Mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, ha poi presieduto l’eucarestia, richiamando l’esperienza di prigionia di Gesù e degli apostoli. Ha evidenziato che “anche Dio sa cosa significa perdere la libertà ,” rafforzando l’idea che la libertà interiore non può essere incatenata.
Al termine della celebrazione, don Raffaele ha consegnato al vescovo una croce pettorale realizzata dai detenuti, simbolo della creatività e dell’umanità che spesso emergono in contesti di sofferenza.
Circa 130 persone hanno partecipato all’evento, che si è concluso con un pranzo fraterno offerto dalla Conferenza Episcopale Siciliana. La Sicilia, pioniera in questo genere di iniziativa, continua a dimostrare la sua dedizione al supporto e alla riabilitazione dei detenuti, estendendo la Festa della Misericordia anche ad altre regioni come Campania e Puglia.
Con questa celebrazione, la diocesi di Caltanissetta si è confermata un faro di speranza e accoglienza, dove ogni individuo è riconosciuto per il suo diritto a un futuro migliore.
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