Gela, due fratelli arrestati per violenza e lesioni a pubblico ufficiale durante un sequestro

Durante l’esecuzione di un decreto di sequestro a Gela, familiari hanno aggredito le forze dell’ordine: due arresti e sette agenti feriti.

17 aprile 2026 10:07
Gela, due fratelli arrestati per violenza e lesioni a pubblico ufficiale durante un sequestro - Credit Foto Questura di Caltanissetta
Credit Foto Questura di Caltanissetta
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La Polizia di Stato ha arrestato a Gela due fratelli — un ventottenne e un venticinquenne — nella flagranza dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali in concorso. Il padre è stato denunciato. L'intervento, avvenuto sabato mattina, si è reso necessario durante l'esecuzione di un decreto di sequestro e ha provocato il ferimento di sette agenti.

I fatti sono accaduti in via Lipari, dove la Polizia Municipale stava procedendo al sequestro di alcuni mezzi in stato di abbandono. Secondo la ricostruzione fornita dagli operatori, i componenti del nucleo familiare hanno opposto resistenza, aggredendo inizialmente tre agenti della Polizia Municipale con calci, pugni e spintoni.

All'arrivo di due equipaggi della sezione volante della Polizia di Stato e di un mezzo dell'Arma dei Carabinieri, la condotta aggressiva è proseguita. Il venticinquenne avrebbe lanciato e scagliato diversi oggetti contro le forze dell'ordine, tra cui una cazzuola edile, una batteria d'auto e un lettore VHS, colpendo più operatori, anche al volto e al polso.

Il ventottenne è stato bloccato e messo in sicurezza sul posto; il venticinquenne e il padre si sono temporaneamente barricati nell'abitazione. Dopo un'operazione di mediazione condotta da un funzionario della Polizia di Stato, i tre hanno desistito e sono stati accompagnati in Commissariato per gli atti di rito.

Nel corso dell'intervento sette agenti hanno riportato lesioni, con prognosi comprese tra 8 e 15 giorni. Le indagini e gli accertamenti sulle responsabilità proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Gela.

Provvedimenti giudiziari

Su disposizione del Pubblico Ministero, il venticinquenne è stato tradotto in carcere e il ventottenne è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre il padre è stato denunciato in stato di libertà. Il Gip del Tribunale di Gela ha convalidato gli arresti e confermato le misure cautelari disposte.

Nel rispetto dei principi di diritto, va ricordato che la presunzione di non colpevolezza resta garantita: la responsabilità degli indagati sarà accertata solo a seguito di una sentenza definitiva.

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