Niscemi: tre arresti per rapina aggravata, vittima picchiata e privata dell'auto per un debito di 60 euro

La Polizia di Stato arresta tre pregiudicati dopo una rapina legata a uno sgarro sul pagamento di una dose di cocaina; auto recuperata.

15 maggio 2026 11:48
Niscemi: tre arresti per rapina aggravata, vittima picchiata e privata dell'auto per un debito di 60 euro - Credit Foto Questura di Caltanissetta
Credit Foto Questura di Caltanissetta
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La Polizia di Stato ha arrestato a Niscemi tre pregiudicati in esecuzione di un'ordinanza del Gip del Tribunale di Gela, su richiesta della Procura della Repubblica, per rapina aggravata in concorso. I soggetti, tutti niscemesi di 32, 25 e 44 anni, sono stati fermati nelle ore successive alle indagini che hanno ricostruito un episodio avvenuto lo scorso mese di luglio.

Secondo le ricostruzioni, la vicenda nasce da un debito di 60 euro contratto dalla vittima dopo la cessione di una dose di cocaina da parte del 32enne. Non avendo saldato l'importo, la vittima è stata contattata telefonicamente e convocata davanti a un bar di Niscemi: mentre si recava sul posto alla guida della propria autovettura, è stata bloccata dai tre aggressori che l'hanno percosso e gli hanno sottratto il mezzo come ritorsione.

Dettagli delle indagini

Le indagini del Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno raccolto la testimonianza della vittima, analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza e svolto ulteriori attività tecniche che hanno permesso di identificare i responsabili e recuperare l'autovettura, ritrovata nascosta dal 32enne.

Fonti ufficiali riferiscono l'emissione di un'ordinanza di applicazione della misura cautelare — in un passaggio indicata come custodia in carcere — emessa dal Gip presso il Tribunale di Gela su richiesta della Procura. Tuttavia, nello stesso provvedimento il Gip avrebbe disposto l'applicazione della misura degli arresti domiciliari agli indagati: si tratta di una discrepanza formale che la Procura e l'autorità giudiziaria chiariranno nei prossimi atti.

La responsabilità penale degli indagati sarà accertata soltanto con una sentenza definitiva; fino ad allora vale il principio di non colpevolezza. Le autorità mantengono aperta l'attività investigativa per verificare eventuali ulteriori responsabilità, anche in relazione all'ipotesi di cessione di stupefacenti a carico del 32enne.

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