Formazione presbiterale e social media: a Caltanissetta i Seminari di Sicilia avviano un progetto per la pastorale digitale

Rettori e formatori si sono confrontati sul ruolo dei social e dell'IA nella formazione vocazionale, con un'agenda pratica per ripensare i canali dei seminari.

A cura di Redazione Redazione
27 giugno 2026 14:01
Formazione presbiterale e social media: a Caltanissetta i Seminari di Sicilia avviano un progetto per la pastorale digitale -
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Sabato 27 giugno i formatori dei Seminari di Sicilia — rettori, vice rettori e padri spirituali — si sono riuniti presso il Seminario di Caltanissetta per un incontro che ha messo al centro una questione ritenuta ormai cruciale: la formazione al ministero presbiterale alla prova dei social media. L'apertura dei lavori è stata affidata al saluto di mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, e al coordinamento di don Gianni Mezzasalma.

Il nucleo dell'evento è stato l'introduzione di don Pierpaolo Pacello, presbitero della diocesi di Conversano–Monopoli, psicologo e rettore di seminario. Pacello ha tracciato un quadro della rivoluzione digitale degli ultimi vent'anni, evidenziando come l'avvento dei media sociali e, più recentemente, dell'intelligenza artificiale, abbia trasformato i comportamenti, i processi mentali e la percezione di sé dei giovani in ricerca vocazionale.

Secondo il relatore, le tecnologie digitali non sono solo strumenti: forgiano «la realtà fisica e intellettuale», cambiano la auto-comprensione dell'individuo e rimodellano le relazioni interpersonali. Queste trasformazioni, ha sottolineato Pacello, investono in modo diretto le pratiche formative dei seminari e la natura stessa del ministero presbiterale contemporaneo.

Il dibattito ha assunto rapidamente toni concreti: da una parte si sono registrate posizioni di tecno-pessimismo, che mettono in guardia dagli effetti alienanti dei social; dall'altra emergono voci tecno-ottimiste che ne evidenziano le potenzialità formative e comunicative. Il punto di incontro, hanno osservato i partecipanti, resta ancora da definire e richiede strumenti analitici e pastorali adeguati.

Al centro della riflessione sono state poste quattro domande pratiche, rivolte in particolare ai formatori: quali potenzialità offrono oggi social e strumenti digitali alla formazione al ministero? Quali criticità pongono per l'accompagnamento dei seminaristi? Come cambia la ricerca vocazionale nell'era digitale? Quali competenze formare nei futuri presbiteri per una pastorale efficace e responsabile online?

Nel momento più operativo dell'incontro, i presenti si sono divisi in due gruppi e, guidati da una scheda di lavoro predisposta dal relatore, hanno affrontato l'elaborazione di un progetto comunitario per confrontarsi con la società 5.0. Il confronto collettivo ha rappresentato il climax dell'assemblea: dalla diagnosi delle pratiche comunicative alla proposta di linee guida condivise, i gruppi hanno lavorato su casi concreti.

Tra i compiti assegnati ai gruppi c'è stato il riesame dei canali social dei singoli seminari: valutazione delle impressioni, bilancio di elementi positivi e criticità, individuazione di possibili potenzialità pastorali. L'obiettivo pratico emerso è stato quello di redigere un progetto che metta in rete buone pratiche, competenze digitali e criteri etici per la comunicazione istituzionale.

L'esito dell'incontro ha tracciato una via pragmatica: non si è trattato di demonizzare né di celebrare acriticamente la tecnologia, ma di integrare una consapevolezza psicologica e pastorale nei percorsi formativi. I formatori hanno concordato sull'urgenza di dotarsi di strumenti metodologici per accompagnare i seminaristi a una presenza online responsabile e vocazionalmente significativa.

L'assemblea di Caltanissetta lascia quindi un mandato pratico: trasformare il confronto teorico in una progettualità condivisa tra i seminari di Sicilia, con tappe di verifica e una attenzione continua alle evoluzioni tecnologiche e ai loro effetti antropologici. Il percorso avviato indica come la formazione al ministero voglia rispondere, con rigore e concretezza, alle sfide poste dalla comunicazione digitale contemporanea.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 27 giugno 2026

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